#MeetSanofi: quando l’IoT migliora la vita delle persone

L’Internet of Things è il presente. Non si tratta di una tecnologia che utilizzeranno i nostri nipoti ma di strumenti già pensati e sviluppati, disponibili per migliorare la vita di tutti già da ora.

Siamo stati a #MeetSanofi, per conoscere alcune di queste tecnologie innovative applicate all’ambito sanità. Con il termine Internet of Things ci si riferisce a quella tecnologia capace di connettere oggetti (dalle lavatrici ai braccialetti) alla Rete per creare un rapporto virtuoso. Se ci si pensa bene, sono numerose le conseguenze positive che possiamo trarre dall’invio e dalla ricezione di informazioni in real time tramite oggetti fisici sofisticati che immediatamente li elaborano e forniscono output. Soprattutto se parliamo di salute e di sviluppo in ambito medico le ricerche in questo campo diventano preziosissime.

 

All’incontro organizzato da Sanofi abbiamo incontrato tre startup: XMetrics, Amyco e Braincontrol. Ospiti dell’evento anche Gabriele Di Matteo di Repubblica Affari & Finanza e autore del libro “Dialogo tra una lavatrice e un tostapane. Come Internet delle cose cambierà l’economia e la nostra vita”, Celia Guimaraes di Rainews e Luca Tremolada de Il Sole24Ore.

Andrea Rinaldo ci ha raccontato di Xmetrics, il più innovativo dispositivo che permette di rilevare qualunque informazione utile durante un allenamento di nuoto. Basta indossare una fascia che combina tre sensori biomeccanici con un sofisticato algoritmo e il gioco è fatto. A fine allenamento è possibile analizzare le performance e scoprire come ottimizzare il proprio potenziale. Amyco è un semplice braccialetto che però può rivelarsi fondamentale soprattutto per gli anziani. Permette di comunicare con smartphone e tablet e condividere le proprie informazioni medico sanitarie in caso di emergenza, in totale rispetto della normativa sulla privacy. Braincontrol è una tecnologia assistiva che può essere usata da persone affette da malattie come la sclerosi multipla: “Brain-computer interface” permette alle persone affette da gravi patologie muscolari di comunicare con il mondo esterno.